domenica 23 ottobre 2011

La lezione di democrazia del popolo tunisino


Foto di Germano Cucinotta
TUNISI - Da stamattina si respirano entusiasmo, gioia, felicità qui a Tunisi. Le persone scoprono, per la prima volta dopo tanti anni, di avere un ruolo, un ruolo importante, nel funzionamento civile del proprio paese. Ai seggi per le elezioni dell'Assemblea Costituente che riscriverà la Costituzione della Tunisia ci sono code lunghissime, già dalle prime ore del mattino. Nessuno vuole mancare all'appuntamento del voto, tutto si svolge all'insegna della serenità: è una lezione di civiltà anche per noi italiani, che saremo pure economicamente più sviluppati, ma che abbiamo forse perduto la nostra coscienza di cittadini, abituati all'idea che la democrazia, la libertà, siano diritti scontati, perpetui, infiniti. Abbiamo dimenticato che la libertà va invece conquistata ogni giorno della nostra vita, che non farlo, che considerare per acquisita la possibilità di espressione di cui godiamo, significa accettare l'arbitrio del potere altrui, addormentandosi in un'illusione di libertà, in una finzione di democrazia, che lentamente, ma in modo inesorabile, annulla il nostro pensiero individuale e spegne la visione critica, che ci lascia avvertire come un qualcosa di sbagliato ogni cultura lontana e diversa da noi, mortificando le differenze, spingendoci verso un unicum socioculturale che distrugge il significato puro della nostra esistenza di individui all'interno di una comunità, che svuota ed annienta ogni sforzo di costruire una società più forte, più giusta, più egualitaria.
In tutto questo oggi la Tunisia, questo piccolo paese così vicino, e così simile, alla nostra Sicilia, non ci è inferiore, anzi c'insegna la bellezza, la straordinaria meraviglia del concetto puro di volontà popolare, in una parola, la democrazia.


Mauro Mondello

giovedì 20 ottobre 2011

Settentrionale Sicula - il nuovo numero in versione PDF!


Settentrionale Sicula - Numero 1
Guerra e Pace

In questo numero:
La via crucis della morte ~ di Ramona Mondì
L'Intervista ad Angela Musumeci ~ di Emanuela Sciarrone
Il ponte dei sospiri ~ di Annalisa Saccà ed Emanuela Sciarrone
La fiera dell'involuzione ~ di Giuseppe Cassone e Mauro Mondello

Post-it

Democrazia malata ~ di Giovanni de Gaetano
Un primo giorno di scuola più che normale ~ di P. Daveru
Mentalità vincente ~ de "La Casa degli Appesi"

SCARICA IL NUMERO 1 IN PDF ~ CLICCA QUI

mercoledì 20 luglio 2011

Settentrionale Sicula - NUMERO 0 in versione PDF!!!!

Settentrionale Sicula - Numero 0
CATTIVO ODORE
L'ombra del malaffare sui rifiuti


Sommario

Stiamo fetendo - pag.4
di Igor Mento, Cettina Casella e Dario Bitto

E lo chiamavano "Asse del mare" - pag.6
di Rita Lorena Paone ed Isidora Scaglione

Il museo della vergogna - pag.8
di Giuseppe Cassone e Francesco Giorgianni

Comuni alla deriva...per colpa di un derivato - pag.9
di Annalisa Saccà

Post-it - pag.11

Ecco il link da cui scaricare il numero 0 di Settentrionale Sicula: 
http://www.filesonic.it/file/2463732731
CLICCATE SU "SLOW DOWNLOAD" NELLA COLONNA IN FONDO ALLA PAGINA A DESTRA!!!





Presentato il primo numero di Settentrionale Sicula!

La Redazione di Settentrionale Sicula quasi al completo!
E' stato presentato nella serata di ieri il numero 0 della rivista sociale d'inchiesta Settentrionale Sicula, nella splendida cornice del Castello di Spadafora.
Il responsabile editoriale della pubblicazione, Santo Gringeri, ha sottolineato come da tempo l'Associazione Centopassi stesse cercando di impegnarsi in un progetto giornalistico, chiarendo inoltre, ancora una volta, il carattere di assoluta indipendenza che contraddistinguerà la rivista e l'intenzione prioritaria di radicarsi in maniera capillare sul territorio tirrenico della provincia messinese compreso fra Villafranca e Milazzo.
Mauro Mondello, il direttore responsabile di Settentrionale Sicula, ha invece posto l'accento su come il progetto giornalistico di un mensile gratuito che si occupi d'inchiesta in maniera totalmente libera costituisca in effetti un tentativo del tutto inedito per la provincia di Messina. Anche per questo ha nuovamente rivolto ai presenti un invito a partecipare ed a supportare in ogni modo possibile Settentrionale Sicula.
Infine, sono stati illustrati i contenuti della rivista, ecco quindi una piccola presentazione degli articoli apparsi sul primo numero, già in distribuzione:
  • Stiamo fetendo, di Igor Mento, Cettina Casella e Dario Bitto – Un'analisi delle motivazioni alla base della disastrosa gestione dei rifiuti nella provincia di Messina, con uno spazio dedicato alla presentazione del progetto di raccolta differenziata che il gruppo ECO-98041 sta cercando di portare avanti nel comune di Monforte S.Giorgio.
  • E lo chiamavano “Asse del Mare”, di Rita Lorena Paone ed Isidora Scaglione – Cosa si nasconde dietro il progetto di un ambizioso collegamento litoraneo ridottosi invece ad una stradina di 350 metri fra Scala Torregrotta e Monforte Marina?
  • Il museo della vergogna, di Giuseppe Cassone e Francesco Giorgianni – Il Museo dell'Argilla di Spadafora: l'ennesima incompiuta sulle spalle del finanziamento pubblico
  • Comuni alla deriva...per colpa di un derivato, di Annalisa Saccà – In cosa consistono gli arditi strumenti finanziari utilizzati da numerosi comuni, fra i quali Rometta, della nostra provincia?   

venerdì 15 luglio 2011

Martedì 19 luglio presentazione del Numero 0 della rivista!

Finalmente ci siamo!
Martedì 19 luglio, alle ore 19, presso il Castello di Spadafora, si terrà la presentazione della rivista sociale d'inchiesta Settentrionale Sicula.
Interverranno Santo Gringeri, responsabile editoriale della pubblicazione, Mauro Mondello, direttore responsabile della testata, ed i membri del gruppo di redazione.

Settentrionale Sicula, il cui primo numero sarà distribuito ed illustrato nel corso della serata, è una rivista mensile che si pone l'obiettivo di occupare uno spazio d'informazione indipendente nella provincia tirrenica di Messina, proponendo un giornalismo d'inchiesta ed approfondimento che si concentra in maniera specifica sulla realtà del territorio, con l'intenzione di stimolare il dibattito nella società e promuovere un cambiamento nella cultura civile.
L'ambizione del progetto è quella di creare un'opportunità di confronto condivisa e libera, che superi qualsiasi logica di appartenenza nel rispetto di ogni punto di vista, ricercando la verità dei fatti al di fuori di ogni condizionamento.
La testata, la cui collaborazione è aperta e volontaria, si sta sviluppando in una piattaforma media a 360 gradi, con un blog d'opinione, una web radio, un canale video You Tube ed una presenza capillare sui più importanti social network della rete.

mercoledì 1 giugno 2011

Il valore dell'informazione

da Settentrionale Sicula - Anno I - Numero -1 / 2011 
di Mauro Mondello


Un’informazione corretta, plurale, indipendente, costituisce uno degli elementi imprescindibili di qualsiasi società democratica. In un paese, l’Italia, in cui la cultura del confronto è ormai mortificata da una classe dirigente che ha annientato il significato delle istituzioni e ridotto la politica ad uno spettacolo di quarta classe, il giornalismo resta uno degli ultimi strumenti che ci permetta di continuare a nutrire la nostra coscienza civile, a difendere la nostra dignità di cittadini onesti e liberi.
Settentrionale Sicula nasce per dare spazio ad ogni verità non detta, ad ogni notizia non data, alle centinaia di informazioni che ogni giorno ci vengono nascoste da tutti quei giornali che, schiavi del potere politico ed economico di quanti li manovrano, non possono essere nient’altro che uno dei tanti tasselli nel meccanismo di controllo sociale e clientelare intorno a cui si muove tutto il sistema produttivo della nostra provincia.
Di tante cose potranno accusarci, ma non di avere padroni. Ci metteremo la faccia, i nomi ed i cognomi, proveremo ad occupare quello spazio giornalistico in cui nessuno nella provincia di Messina ha mai provato a ficcare il naso. Cercheremo di dare fastidio, di proporre informazione d’inchiesta, lo faremo con entusiasmo e senza grande esperienza, con la speranza di poter contribuire, almeno un po’, alla crescita di un territorio più attento, più consapevole, magari anche migliore.

martedì 31 maggio 2011

La riffa del voto

A 24 ore dalla chiusura della tornata elettorale valida per l'elezione a sindaco del Comune di Torregrotta, riproponiamo l'analisi di Antonino Giorgianni, già pubblicata sul numero -1 presentato lo scorso martedì in occasione del confronto pubblico organizzato dal nostro giornale, ancora più attuale ed importante oggi, dopo i risultati emersi dalle urne.


La riffa del voto - di Antoine Giorgianni


Il 28 ed il 29 maggio si voterà a Torregrotta per il rinnovo dell'amministrazione comunale.
In un paese che solitamente vive la politica con indifferenza, senza interesse, l’approssimarsi delle elezioni crea improvvisamente un clima di grande animazione.
Nascono gruppi e gruppetti, ci si comincia a riunire a ritmi frenetici, tutti si preparano al meglio per l’evento più importante, la gara più attesa, la festa più lunga: la presa del Comune di Torregrotta.
E’una vera e propria riffa del voto, una lotteria impazzita fra passerelle musicali e processioni di seguaci, vivendo alla giornata, senza programmi precisi, senza progetti ben delineati, piuttosto con il solo e semplice obiettivo di curare i piccoli interessi clientelari.
Torregrotta è cambiata, oggi è un paese cresciuto a dismisura: certo non esistono statistiche precise, ma è evidente che alla moltiplicazione della densità abitativa non abbia fatto seguito una politica infrastrutturale che accompagnasse il cambiamento urbano.
Asili nido, edilizia popolare, centri di aggregazione sociale, si tratta di priorità indifferibili per la nostra comunità, urgenze rispetto alle quali nessuno dei candidati sembra oggi poter dare sicurezze. Da anni Torregrotta ha bisogno di un nuovo piano regolatore, di un progetto di totale rimodellamento urbanistico che liberi il comune dall’abusivismo, dall’anarchia architettonica, che trasformi quello che è oggi diventata Torregrotta, un paese dormitorio, in una realtà più armonica, che rispetti il territorio e le aspettative sociali ed economiche dei suoi abitanti.
Il lassismo in materia di politica edilizia, perpetrato sia a livello istituzionale sia da parte di tutti quegli architetti, costruttori, ingegneri, progettisti, imprenditori che sulla leggerezza dell’amministrazione hanno costruito la loro fortuna d’impresa, ha provocato conseguenze sociali gravissime: languono i luoghi di socialità, eccezion fatta per quelle poche benemerite associazioni che isolate si contrappongono agli unici punti d'incontro ormai rimasti agli abitanti di Torregrotta, vale a dire i bar, le sale giochi, le bische, i ristoranti.


Sembra che tutto abbia il segno negativo, che niente migliori nel nostro paese, ed invece no!
C'è in effetti un fattore che registra una crescita sostanziale, ed è il clientelismo; chiunque si trovi nelle condizioni di elargire un favore, alimenta questo processo di svuotamento sociale, un meccanismo che svilisce le condizioni di civiltà e di cittadinanza di Torregrotta e che di fatto porta avanti quel clima di malaffare che dalle nostre parti è purtroppo spesso assimilabile ad una cultura, quella mafiosa, che non è invece più possibile tollerare.


A questo stato di degrado istituzionale, cui inevitabilmente è seguito un decadimento sociale ed economico ormai incontrollabile, la politica risponde con le associazioni di scopo (elettorale).
Ci si chiede dove siano andate a finire le forze riformiste, democratiche, ciò che una volta chiamavamo “la sinistra”. Ebbene esistono, almeno così dicono, ma sono state risucchiate nel pantano dei due schieramenti, trascinate nel limbo dalle solite logiche di scambio tipiche del momento elettorale.
Questo teatro dell'assurdo, del non sense, rievoca gattopardiane memorie, un’etica del cambiare tutto affinché tutto resti uguale che ci avvilisce e che un poco svuota il senso stesso della competizione amministrativa.
Diventa così impossibile trovare un filo conduttore, qualcosa che ci orienti nella scelta fra una delle due coalizioni, per cui che dire, si vada avanti armati l'uno contro l'altro, e vinca il peggiore.